Studio di Psicologia dott. Michele Facci · Piazza Emilia 5, Milano

Ansia e attacchi di panico: il percorso nella sede di Milano

Molte persone arrivano allo Studio dopo aver cercato, per mesi, di convivere con l'ansia. Continuano a lavorare, a prendersi cura della famiglia, a rispettare gli impegni quotidiani, ma qualcosa, poco alla volta, cambia: il sonno diventa meno ristoratore, la concentrazione diminuisce, il corpo rimane in uno stato di tensione costante oppure compaiono sintomi fisici che preoccupano, come il fiato corto, il cuore che accelera o la sensazione di perdere il controllo.

Per altri, invece, tutto inizia con un primo attacco di panico, improvviso e difficile da dimenticare.

Non è necessario aspettare che l'ansia diventi insostenibile prima di chiedere aiuto.

In questa pagina non troverai una descrizione dei disturbi d'ansia o degli attacchi di panico – approfonditi nelle schede cliniche collegate – ma il modo in cui lavoriamo su ansia, stress e panico nella sede di Milano e che cosa puoi aspettarti dal percorso.

Le richieste più frequenti

L'ansia non si presenta sempre nello stesso modo. Per qualcuno è una preoccupazione continua che accompagna ogni giornata; per altri compare solo in situazioni specifiche o si manifesta improvvisamente attraverso un attacco di panico. In altri casi ancora nasce da un periodo di stress prolungato o dal peso di responsabilità che, con il tempo, diventano difficili da sostenere.

I primi colloqui servono proprio a distinguere queste situazioni, comprenderne il funzionamento e individuare il percorso più adatto, evitando di trattare come uguali difficoltà che hanno origini e meccanismi diversi.

Le richieste più frequenti riguardano:

  • una preoccupazione costante che si aggancia a salute, lavoro, figli o futuro e non lascia tregua;
  • periodi di stress prolungato accompagnati da irritabilità, stanchezza e difficoltà a recuperare energie;
  • ansia legata a situazioni specifiche, come parlare in pubblico, guidare o affrontare luoghi affollati;
  • attacchi improvvisi di paura intensa e il timore che possano ripresentarsi;
  • il carico emotivo di chi si prende cura di un familiare anziano o con una malattia.

Sintomi simili possono avere significati diversi. Comprendere che cosa alimenta l'ansia è il primo passo per scegliere un intervento realmente efficace.

Il circolo che tiene in vita il panico

Chi ha avuto attacchi di panico ripetuti comincia a organizzarsi per prevenirli: rinuncia alla metropolitana, evita la tangenziale nelle ore di punta, si assicura di avere sempre un'uscita a portata di mano, esce solo se accompagnato. Ogni rinuncia abbassa l'ansia per qualche ora e alza il prezzo complessivo: il raggio delle cose possibili si accorcia e la paura occupa lo spazio lasciato libero. È su questo circolo che si interviene, prima ancora che sui singoli attacchi.

Con il tempo può succedere di:

  • evitare luoghi o situazioni percepiti come rischiosi;
  • organizzare ogni uscita per sentirsi più al sicuro;
  • controllare continuamente il proprio corpo alla ricerca di segnali d'allarme;
  • rinunciare ad attività prima considerate normali;
  • vivere con la costante paura che possa arrivare un nuovo attacco.

L'obiettivo del percorso non è soltanto ridurre gli attacchi di panico, ma interrompere il meccanismo che li mantiene e permette alla paura di restringere sempre più la vita quotidiana.

Come impostiamo il lavoro

Nei primi colloqui ricostruiamo insieme quando l'ansia si presenta, che cosa la accende e che cosa viene fatto per tenerla a bada: è da lì che si può osservare il meccanismo che la mantiene. Dopodiché, si lavora su due piani: da una parte i pensieri e le interpretazioni che alimentano l'allarme, dall'altra i comportamenti - rinvii, controlli, evitamenti - che nel breve termine danno sollievo e a lungo termine lo rafforzano. Con gli attacchi di panico si aggiunge il lavoro sulle sensazioni del corpo, per capire che quelle reazioni, per quanto violente, non sono pericolose. I percorsi sono seguiti dalle psicoterapeute della sede, ciascuna con il proprio orientamento: cognitivo-costruttivista per la dott.ssa de Martini, cognitivo-comportamentale con formazione nella Schema Therapy per la dott.ssa Giacomoni.

In entrambi i casi gli obiettivi si definiscono individualmente, in termini concreti, e si verificano strada facendo.

Durante il percorso si lavora, in base alla necessità, su:

  • comprendere il funzionamento dell'ansia e del panico;
  • riconoscere i pensieri che alimentano il senso di minaccia;
  • modificare i comportamenti di evitamento e di controllo;
  • imparare a gestire le sensazioni fisiche senza interpretarle come pericolose;
  • definire obiettivi concreti e verificarli nel corso del percorso.

Ansia, stress e panico non sono la stessa cosa e non si trattano allo stesso modo: distinguerli è uno dei compiti dei primi colloqui.

Dove si svolgono le sedute

Le sedute si svolgono in Piazza Emilia 5, ma è possibile anche svolgere colloqui in videochiamata, condotti nel rispetto delle raccomandazioni del CNOP per le prestazioni psicologiche a distanza.

Nulla vieta di passare da una formula all'altra a seconda dei periodi, ad esempio nelle settimane di trasferta o quando raggiungere lo studio è complicato.

Le sedute possono svolgersi:

  • in presenza, presso la sede dello Studio in Piazza Emilia 5 a Milano;
  • online, con la dott.ssa de Martini, nel rispetto delle linee guida del CNOP;
  • alternando incontri in presenza e da remoto, quando le esigenze personali o lavorative lo rendono utile.

La modalità di svolgimento del percorso viene concordata insieme, cercando la soluzione che favorisca continuità, regolarità e qualità del lavoro terapeutico.

Il primo colloquio può essere prenotato direttamente online, scegliendo il giorno e l'orario più adatti alle tue esigenze. Da lì si comincia a capire insieme che cosa sta succedendo e quale percorso possa essere davvero utile.

Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'equipe della sede di Milano:

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Gli altri disturbi

Fonti e risorse utili

Revisione clinica del 6 agosto 2026 a cura della Dott.ssa Maria Teresa Cusumano, psicologa - Ordine degli Psicologi della Lombardia - n. 27659.

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