Psicologia giuridica e forense nella sede di Milano
Quando una questione psicologica entra in un procedimento giudiziario - una separazione con figli, la valutazione delle competenze genitoriali, le conseguenze di un evento traumatico o una valutazione disposta dal giudice - è fondamentale che il professionista che se ne occupa rispetti sia i criteri clinici sia le regole proprie del contesto giuridico.
Nella sede di Milano dello Studio questa attività rappresenta un ambito specifico e ben distinto dal lavoro clinico e terapeutico,
I professionisti dello Studio operano su incarico di privati, avvocati e autorità giudiziarie, principalmente come consulenti tecnici di parte (CTP), valorizzando l'esperienza peritale maturata negli anni in ambito psicoforense.
Di che cosa ci occupiamo
L'attività psicoforense comprende incarichi molto diversi tra loro, accomunati dalla necessità di integrare competenze psicologiche e conoscenza del procedimento giudiziario.
Ogni intervento viene costruito nel rispetto del ruolo richiesto, delle finalità dell'incarico e delle regole deontologiche che guidano l'attività peritale e consulenziale.
Le principali attività svolte nell'ambito della psicologia giuridica sono:
- separazioni e affidamento: assistenza come CTP nelle consulenze tecniche d'ufficio disposte dal giudice sulle capacità genitoriali e sulle condizioni migliori per i figli;
- valutazioni psicologiche in ambito civile, comprese quelle legate alle conseguenze psicologiche di eventi traumatici, in collaborazione con avvocati e studi legali;
- ambito penale: consulenze psicodiagnostiche e valutative di parte, affidate alle professioniste dello Studio con formazione specifica in ambito forense;
- mediazione familiare, attiva anche nella sede di Milano, quando i genitori scelgono di costruire accordi fuori dal contenzioso; il percorso è raccontato su psicologogenitori.it.
L'attività psicoforense non ha finalità terapeutiche. L'obiettivo è fornire valutazioni tecniche fondate su metodo, strumenti adeguati e criteri scientifici, nel rispetto del ruolo richiesto dal procedimento.
Chi se ne occupa
L'attività giuridica svolta presso lo Studio è affidata a professionisti con una formazione specifica in ambito psicoforense. L'esperienza clinica rappresenta un importante arricchimento, ma non è sufficiente: il lavoro in ambito giudiziario richiede competenze metodologiche, conoscenza delle procedure e aggiornamento continuo.
I professionisti attivi nell'ambito della psicologia giuridica in Studio sono:
- la dott.ssa Maria Teresa Cusumano, psicologa con formazione psicoforense maturata principalmente presso la Fondazione Guglielmo Gulotta di Milano: affianca come ausiliaria i consulenti tecnici d'ufficio nei procedimenti civili, assume incarichi di parte e ha all'attivo pubblicazioni nel settore;
- la dott.ssa Elena Giacomoni, psicologa e psicoterapeuta specializzata a indirizzo psicodiagnostico clinico e forense, opera come consulente tecnico di parte nei procedimenti civili e penali;
- il dott. Michele Facci, fondatore dello Studio, psicologo e psicoterapeuta a orientamento psicodiagnostico clinico-forense, è perito e consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale Ordinario e il Tribunale per i Minorenni di Trento ed è Mediatore Familiare iscritto AIRAC.
Ogni professionista opera nell'ambito delle proprie competenze e del proprio ruolo, garantendo indipendenza di giudizio, rigore metodologico e rispetto dei principi deontologici che regolano l'attività psicoforense.
Cura e valutazione: due binari separati
Il lavoro clinico e quello valutativo rispondono a finalità differenti e seguono regole diverse. Per questo motivo, chi accompagna una persona in un percorso psicologico o psicoterapeutico non può assumere, nello stesso caso, il ruolo di consulente tecnico di parte. Si tratta di un principio deontologico fondamentale, volto a garantire chiarezza di ruoli, imparzialità e correttezza metodologica.
Il primo colloquio serve a comprendere la natura dell'incarico, la fase del procedimento e la documentazione disponibile. Successivamente viene formulata una proposta chiara sulle modalità di svolgimento dell'incarico, sui tempi e sui costi; in caso di conferimento dell'incarico, il lavoro valutativo si conclude con una relazione tecnica utilizzabile nel procedimento giudiziario.
Il percorso consulenziale comprende:
- un primo colloquio, utile a comprendere il procedimento in corso e gli obiettivi dell'incarico;
- l'analisi della documentazione disponibile;
- la definizione condivisa delle modalità di svolgimento della consulenza;
- gli incontri valutativi e gli eventuali approfondimenti necessari;
- la redazione della relazione tecnica destinata al procedimento.
La consulenza tecnica non nasce per sostenere una tesi a priori, ma per offrire una valutazione fondata su metodo, dati e criteri scientifici, nel rispetto del ruolo attribuito dal procedimento giudiziario.
Per richiedere una consulenza o valutare se la situazione richiede il supporto di un consulente tecnico, è possibile scrivere allo Studio attraverso la pagina Contatti, descrivendo brevemente il procedimento. Per ragioni di etica e riservatezza, nel primo messaggio di contatto non allegare atti o documentazione sensibile relativa al procedimento.
Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'equipe della sede di Milano:
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